Un’area di oltre 200mila metri quadrati, gestita dalla società Ostilia S.r.l. ma finita all’asta a fine luglio dopo il fallimento della società. Asta che però è andata deserta e così ora quelle aree si trovano al centro di una specifica richiesta da parte del municipio III. Oggi il consiglio sarà chiamato a votare una proposta di ordine del giorno del Partito Democratico
L’iniziativa è sostenuta anche dall’amministrazione municipale guidata dal presidente Paolo Emilio Marchionne e dall’assessore all’Ambiente Matteo Zocchi, che dalla notizia del fallimento della società si è attivata per non farsi scappare l’opportunità. E adesso sembra essersi aperto uno spiraglio.
Il colloquio
“Recentemente abbiamo incontrato l’assessore capitolino al Patrimonio Tobia Zevi per discutere la questione. Un incontro che è andato discretamente”. Ha detto Zocchi a RomaToday. Oltre all’atto del consiglio, l’amministrazione ha intenzione di “produrre a breve un documento che renda evidente come l’ottenimento di questi terreni sia necessario per il territorio”. Non a tutti i costi però, infatti “Roma è la capitale d’Italia non può passare attraverso l’asta giudiziaria. Dobbiamo invece sederci al tavolo con i curatori fallimentari e capire se ci sono margini per fare questa operazione”. Naturalmente il municipio non può agire da solo, “dobbiamo esplorare assieme all’assessorato competente e al dipartimento patrimonio”.
La svolta dopo l’asta deserta
L’atto che approda in aula impegna il Sindaco Roberto Gualtieri e l’Assessore Tobia Zevi ad attivare tutte le verifiche tecniche, stime ed eventuali diritti di prelazione
“Parliamo di un polmone verde dal valore strategico straordinario, sul quale abbiamo già attivato diverse progettazioni, a partire dal Contratto di Fiume e dai percorsi di fruibilità del territorio” ha detto a RomaToday Simona Sortino, una dei consiglieri firmatari dell’atto. “L’obiettivo è acquisire l’intero spazio al patrimonio pubblico per garantire una visione d’insieme organica, che ci permetta di proseguire nella valorizzazione e nello sviluppo di nuovi progetti per la comunità”.
Perché l’acquisto è urgente
Attualmente l’area versa in uno stato di grave degrado: l’assenza di gestione ha favorito la proliferazione di vegetazione infestante, in primis rovi e ailanto (pianta invasiva le cui radici inibiscono la crescita della flora locale), accumuli di alberi caduti e occupazioni abusive
“Questa operazione rientra appieno nella nostra visione di far rivivere i corridoi verdi all’interno del municipio” Nella stessa area infatti si sommano i progetti, come quello del collegamento da corso Sempione a piazza Conca d’oro, ma anche il progetto del ponte ciclopedonale. Non solo, è anche un percorso integrato che ipotizza persino attività sportive come il rafting, previsto nel Contratto di Fiume per l’Aniene. “Con la pandemia, le persone hanno riscoperto la Riserva e oggi tanti cittadini vengono qui a correre, ad andare in bicicletta e i ragazzi a giocare. È assurdo che un pezzo così strategico fosse privato: dobbiamo trovare la strada migliore per farlo diventare patrimonio di tutti”.
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