Un’importante operazione di polizia economico-finanziaria condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno ha fatto luce su un articolato sistema di illeciti societari legati a una pesante esposizione debitoria nei confronti dell’Erario. Le fiamme gialle salernitane hanno acceso i riflettori su un buco milionario accumulato verso lo Stato, portando a galla una serie di manovre fraudolente che, secondo l’impianto accusatorio, erano state pianificate nei minimi dettagli per evitare i controlli e bloccare le procedure di riscossione coattiva. Al centro delle indagini degli inquirenti è finita la gestione di cospicui flussi finanziari e di un vasto parco veicoli aziendali. L’accusa ipotizza che gli indagati abbiano deliberatamente sottratto i capitali e i mezzi d’opera derivanti da ricchi appalti pubblici, facendoli sparire dalle casse sociali per metterli al riparo da eventuali pignoramenti o azioni di recupero da parte del fisco. Il bilancio dell’attività giudiziaria vede attualmente quattro persone iscritte nel registro degli indagati, chiamate a rispondere a vario titolo di reati quali la bancarotta fraudolenta, la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e l’intestazione fittizia di beni a soggetti terzi. Per arginare il danno erariale e congelare i patrimoni accumulati, i militari hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo che ha colpito direttamente le quote societarie e le disponibilità economiche riconducibili al gruppo criminale.
Per non penalizzare l’economia locale e salvaguardare i lavoratori estranei ai fatti, l’autorità giudiziaria ha contestualmente nominato un amministratore giudiziario. Il professionista ha già preso in carico la gestione dei beni e delle quote sotto sigilli, con il compito specifico di garantire la totale continuità delle attività e portare avanti i contratti legati agli appalti pubblici ancora in essere.
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