#Finsubito news dalla rete – Meloni convoca Cdm: “Decreto per autotrasportatori e agricoltori”. Protesta selvaggia dei tir: “1.339 identificati e 71 denunciati”


Roma, 21 ottobre 2026 – La promessa del governo di sbloccare 480 milioni di contributi (come credito di imposta per il 2027) non ferma la protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio. Nel Sud Italia si va avanti ad oltranza, almeno fino al 27 ottobre, quando è previsto un nuovo punto con il ministro Matteo Salvini. A causa dei blocchi l’aeroporto di Crotone e di Reggio Calabria sono senza riserve di carburante. Lo scrive Enav nella nota interna destinata ai piloti, a cui si chiede di “pianificare il rifornimento presso l’aeroporto di partenza o precedente, in quantità sufficiente per le tratte successive”. Tutto regolare invece allo scalo di Lamezia.

Momenti di tensione in serata quando uno degli autotrasportatori che protestano al casello autrostradale di Avellino Est per il caro carburanti ha minacciato di darsi fuoco posizionando una tanica di carburante accanto a lui. 

Il blocco dei tir sulla trattta Maddaloni-Marcinise in provincia di Caserta

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Meloni convoca Cdm: “Decreto legge per autotrasporto e agricoltura”

Il governo, come riferiscono fonti di Palazzo Chigi, “è ora al lavoro per tradurre rapidamente gli impegni assunti in misure concrete”. La premier Giorgia Meloni ha convocato per domani un Consiglio dei ministri per “l’approvazione di un decreto legge, che riunisca gli interventi a sostegno dell’autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo”.

Viminale: “Forze dell’ordine pronte a scortare chi ne fa richiesta”

Intanto si apprende che la presidente del Consiglio ha presieduto una riunione di governo a Palazzo Chigi. Il Viminale, viene spiegato, è attivo per decongestionare la viabilità e garantire la continuità dei rifornimenti, in particolare le merci di prima necessità, assicurando la distribuzione dei generi alimentari e la consegna dei farmaci. Le forze dell’ordine sono poi pronte, sottolineano fonti di Palazzo Chigi, a scortare “chiunque ne faccia richiesta per poter continuare a lavorare in sicurezza”. 

Riunione a Palazzo Chigi: Viminale garantirà rifornimento beni di prima necessità

Il ministro Matteo Salvini ha inoltre incontrato le rappresentanze dell’autotrasporto, affrontando le criticità sollevate dalla categoria e raggiungendo un’intesa per ripristinare la piena circolazione sulle strade e garantire i diritti della categoria, dei cittadini e dell’intero sistema produttivo. Ha anche incontrato altri soggetti coinvolti nelle mobilitazioni, che avrebbero manifestato disponibilità rispetto ai provvedimenti annunciati dal governo. 

Il Viminale: “1.339 identificati e 71 denunciati”

Intanto, il ministero dell’Interno ha avviato un’azione a tappeto per l’identificazione di quanti stanno attuando in forma illegale presidi stradali che intralciano la circolazione, soprattutto in Campania. Sono centinaia i soggetti già controllati: 1.339 identificati, 71 denunciati e 242 sanzionati sul piano amministrativo. Inoltre, il Viminale questa notte ha disposto la scorta di numerosi mezzi di trasporto, 500 soltanto in Campania, per garantire il regolare svolgimento di molte attività di carico e scarico.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha convocato per questa sera una riunione in collegamento con prefetti e questori delle province interessate dalla protesta dei tir “anche al fine di sollecitare la massima attenzione su possibili infiltrazioni criminali”.

Dalle forze dell’ordine, in particolare tra le province di Caserta e Napoli, si apprende inoltre di numerosi casi di ruote dei tir tagliate per impedirne la partenza. E i copertoni di camion sarebbero stati messi al centro della carreggiata per fermare i tir. Nei luoghi della protesta degli autotrasportatori, dove l’adesione della categoria è parecchio elevata, si registrano anche casi di camionisti che vogliono lavorare ma sono obbligati a fermarsi. 

Le autolinee tagliano le corse in Campania, traghetti a rischio

Il blocco dei tir ha causato problemi di rifornimento anche in Campania, dove l’Ente Autonomo Volturno (Eav) ha annunciato il taglio dei servizi su gomma da oggi almeno sino al 24 ottobre quando potrebbero fermarsi anche metro e treni. Restano a rischio i collegamenti marittimi verso Ischia e Procida. Corse ridotte anche per Air Campania. Nel frattempo, la psicosi tra i cittadini si alimenta: sono segnalati sempre più distributori a secco, con lunghe code alle pompe, specialmente a Napoli. 

Tir in protesta contro il carovita e il caro carburanti ai caselli dell’a1 tra napoli porto caserta sud e Santa maria Capua Vetere 19-10-2026

Autotrasportatori bloccano il varco per il porto di Napoli, 19 ottobre (Aldo Liverani)

Caselli chiusi in autostrada

La mobilitazione dei tir ferma il traffico nel Mezzogiorno. Oggi gli autotrasportatori sono tornati a bloccare le autostrade in Campania. Dalle 7 sull’A1 è chiuso il nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Roma. Chilometri di coda nel tratto compreso tra Caserta Nord e il bivio con la A30 verso Napoli e tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma. Blocchi anche a Nocera Pagani, Nola, Avellino Est (dove protestano anche gli agricoltori), Mercato San Severino (Salerno), ma anche a Caianello, Capua, Caserta Nord. I disagi degli automobilisti sono amplificati dal forte maltempo. 

Cts revoca lo sciopero ma l’Aias non molla: “Fermo a oltranza a Catania”

In Sicilia il Comitato autotrasportatori ha revocato lo sciopero, pur mantenendo lo “stato di agitazione”. Eppure anche qui la protesta continua a macchia di leopardo. A Palermo è stato tolto il blocco degli autotrasportatori in via Oreto all’innesto dell’autostrada ma permane quello davanti all’ingresso del porto, al molo Santa Lucia, dove ci sono una ventina di tir posteggiati in strada. I blocchi continuano anche a Tremestieri a Messina Sud. 

A Catania invece il Cts denuncia “blocchi illegali” e “minacce ai colleghi” da parte di una minoranza di camionisti, e chiede l’intervento di prefetto e questore, per un “rischio rivolta sociale” in due snodi nevralgici della città: il casello autostradale di San Gregorio e l’area portuale. 

L’assemblea dei soci dell’Aias, riunita all’interporto di Catania, ha deliberato all’unanimità la prosecuzione della protesta. Mantenuto il presidio al casello autostradale di San Gregorio, attivo ormai da quattro giorni, che si avvia a rimanere il punto nevralgico della mobilitazione. “Continueremo il blocco in maniera pacifica, senza impedire a chi vuole di andare a lavorare” ha dichiarato il leader del sindacato, Giuseppe Richichi. Il presidente dell’Aias ha inoltre respinto le accuse avanzate in mattinata dal Comitato trasportatori siciliano (Cts) – altra sigla promotrice dello sciopero – relative a presunti episodi di minacce e danneggiamenti ai tir avvenuti nel Catanese. La decisione di proseguire la protesta è stata formalizzata in un documento sottoscritto dai partecipanti alla riunione, anche se si registrano le defezioni di alcuni autotrasportatori che hanno abbandonato l’assemblea prima della firma.

I sindaci di Bari e Napoli: “Salvini anticipi l’incontro”

“Ribadiamo gli appelli lanciati nei giorni scorsi e la necessità del confronto avviato dal Governo con le associazioni dell’autotrasporto: la situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore”. Lo dichiarano in una nota congiunta i sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi. “Prendiamo atto degli impegni economici annunciati dal Governo – dicono – , ma occorre accelerare concretamente la risoluzione della vertenza. Chiediamo al Governo e al ministro Salvini di anticipare il confronto previsto per il 27 perché rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti”. Nei due capoluoghi di regione, assieme agli altri territori del Sud, “il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari – sottolineano Leccese e Manfredi – con prodotti che non raggiungono le piattaforme di distribuzione e scaffali dei supermercati sempre più vuoti. Le difficoltà cominciano a interessare anche servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano”.

Calabria, Fedralog sospende la protesta

Fedralog, la Federazione regionale della logistica, annuncia di aver sospeso la protesta degli autotrasportatori in Calabria. “Una decisione sofferta ma meditata – è scritto in una nota – presa con profondo senso di responsabilità verso la collettività, le imprese, i cittadini e per la tutela della sicurezza nazionale. Abbiamo deciso di sospendere l’astensione per dare fiducia al governo e al ministero. Confidiamo che nell’incontro del 27 con il ministro Salvini arrivino finalmente le soluzioni concrete e tanto attese. In mancanza di risposte adeguate, organizzeremo un corteo verso Roma con tutti i mezzi”. 


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