Cassinate – Il Consiglio comunale del 31 agosto ha affrontato diversi temi importanti per la vita amministrativa e finanziaria del Comune. Ancora una volta, però, secondo l’opposizione, sono rimaste senza risposta alcune domande fondamentali sulla gestione delle risorse pubbliche e sulle scelte che avranno conseguenze anche sui bilanci futuri
“Il punto che più ci preoccupa è soprattutto l’accensione di un nuovo mutuo da 65.000 euro per finanziare la quota a carico del Comune relativa all’intervento sull’impianto sportivo.” Questo l’esordio dei Consiglieri d’opposizione di Cervaro.
“Partiamo da una premessa doverosa: il finanziamento di 192.000 euro ottenuto per l’impianto sportivo è una buona notizia per Cervaro. Nessuno nell’opposizione è contrario alla realizzazione dell’opera e nessuno intende negare l’importanza di investire nelle strutture sportive della nostra comunità. La questione è un’altra: era davvero necessario ricorrere a un nuovo mutuo per reperire i 65.000 euro mancanti?”
È questa, secondo loro, la domanda alla quale l’Amministrazione avrebbe dovuto rispondere con maggiore chiarezza. “Accendere un mutuo significa infatti assumere un impegno finanziario che ricadrà sui bilanci degli anni futuri.
Non basta quindi dire che il Comune ha ottenuto un finanziamento di 192.000 euro: bisogna spiegare ai cittadini quanto costerà complessivamente l’operazione, per quanti anni verrà rimborsato il mutuo, quale sarà il costo degli interessi e quale impatto avrà sulle finanze comunali. E soprattutto bisogna conoscere il quadro complessivo dell’indebitamento dell’Ente.”
Da qui una serie di interrogativi posti dall’opposizione e ritenute “domande semplici, ma fondamentali quando si decide di aggiungere un ulteriore debito a quelli già esistenti”: Quanti mutui sono già in essere? Quanto capitale resta ancora da restituire? Quanto viene pagato ogni anno per le rate? Quanto incidono gli interessi sui bilanci comunali?
“C’è poi un’altra questione sulla quale chiediamo chiarezza” continuano “nel 2026 risulterebbero disponibili circa 250.000 euro provenienti da Acea. La domanda è inevitabile: che fine hanno fatto queste risorse? Se si tratta di somme vincolate, l’Amministrazione spieghi chiaramente a quale finalità siano destinate e indichi gli atti che stabiliscono tale vincolo.
Se invece si tratta di risorse utilizzabili, è legittimo chiedere perché non siano state valutate per finanziare, almeno in parte, i 65.000 euro necessari per l’impianto sportivo, evitando o riducendo il ricorso a un nuovo mutuo. Non si tratta di essere contrari all’opera.
Si tratta di capire perché, in presenza di risorse che risultano essere entrate o attribuite al Comune, si scelga comunque di ricorrere a nuovo indebitamento.
Questa è una domanda politica e amministrativa alla quale i cittadini hanno diritto di ricevere una risposta precisa.
Un altro tema affrontato nel Consiglio riguarda il servizio mensa, in questo caso si tratta di una variazione di bilancio. La questioneposta dall’opposizione riguarda quindi la programmazione finanziaria.
“La mensa scolastica è un servizio ordinario, ricorrente e prevedibile. Non si tratta di un evento eccezionale o imprevedibile. È quindi legittimo chiedersi per quale motivo sia stato necessario intervenire successivamente sul bilancio per adeguare le risorse destinate a questo servizio.
Una variazione di bilancio è uno strumento previsto dalla normativa e può essere perfettamente legittima. Ma quando riguarda una spesa ordinaria e programmabile, è doveroso interrogarsi sulla qualità della previsione iniziale e sulla capacità dell’Amministrazione di programmare correttamente le proprie necessità finanziarie.
Il punto politico, dunque, non è contestare l’utilizzo dello strumento della variazione di bilancio. Il punto è chiedere se quella spesa potesse essere prevista e programmata adeguatamente già in sede di bilancio, evitando di dover intervenire successivamente.
Amministrare significa anche questo” sottolineano: “conoscere le esigenze del territorio, prevedere le spese e organizzare per tempo le risorse necessarie.” Nel Consiglio comunale del 31 agosto sono state inoltre costituite tre Commissioni consiliari permanenti. Su questo punto l’opposizione ritiene necessario richiamare il principio della rappresentanza proporzionale previsto dall’articolo 38, comma 6, del Testo unico degli enti locali.
“La norma stabilisce che, quando lo statuto lo prevede, le commissioni consiliari sono costituite con criterio proporzionale. Il tema, quindi, non può essere considerato una semplice questione di opportunità politica.” Affermano.
“Chiediamo che venga spiegato pubblicamente quale criterio sia stato utilizzato per determinare la composizione delle tre Commissioni e in che modo tale composizione rispecchi i rapporti di forza presenti in Consiglio comunale. La proporzionalità deve essere garantita concretamente, attraverso la composizione numerica oppure attraverso strumenti che consentano di mantenere il corretto peso dei diversi gruppi consiliari.
Non vorremmo che le Commissioni consiliari diventassero semplicemente uno strumento per distribuire incarichi all’interno della maggioranza. Le Commissioni sono organismi del Consiglio comunale e devono rappresentare correttamente gli equilibri emersi dal voto dei cittadini. Amministrare significa anche rendicontare e spiegare
Il filo conduttore di tutte queste questioni è uno solo: la trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche. Non basta approvare una delibera. Non basta accendere un mutuo.
Non basta modificare il bilancio. E non basta pubblicare documenti tecnici che spesso risultano difficili da comprendere per un cittadino. Amministrare significa spiegare. Significa dire quanto denaro entra nelle casse comunali, da dove arriva, come viene utilizzato, quali debiti sono già presenti, quanto resta da pagare e quali nuovi impegni finanziari si stanno assumendo.
Soprattutto quando si decide di ricorrere nuovamente al credito. Il nostro voto contrario al nuovo mutuo non significa essere contrari all’impianto sportivo. Significa chiedere che prima di aggiungere nuovo debito si faccia chiarezza sulle risorse disponibili e sull’effettiva situazione finanziaria del Comune. Un’amministrazione responsabile deve valutare tutte le alternative prima di trasferire un costo sui bilanci futuri. E deve spiegare ai cittadini perché quella scelta sia la migliore possibile.”
“Il nostro ruolo sarà quello di controllare: Come opposizione continueremo a svolgere il nostro ruolo con serietà, linearità e fermezza. Non contesteremo le opere semplicemente per principio e non negheremo la necessità di investire sul territorio” sottolinea l’opposizione.
“Ma continueremo a chiedere conto delle scelte finanziarie, degli impegni assunti e dell’utilizzo delle risorse pubbliche. Perché il Comune non amministra denaro proprio, amministra il denaro dei cittadini. E quando si accende un nuovo mutuo, quando si modificano le previsioni di bilancio o quando si distribuiscono incarichi all’interno degli organismi consiliari, i cittadini hanno il diritto di sapere perché quelle decisioni siano state assunte e quali conseguenze avranno nel tempo.”
Conclude “Il mandato elettorale dà alla maggioranza il diritto di governare. Ma quel mandato non è una cambiale in bianco. Governare significa anche rispondere alle domande, rendicontare le risorse e assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Perché i debiti contratti oggi resteranno sui bilanci di domani, anche quando chi li ha votati non siederà più in Consiglio comunale.”
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