#Finsubito news dalla rete – il caso Zago e due nodi societari …


Autore: Redazione

La sconfitta del Catania sul campo del Potenza continua ad alimentare discussioni, soprattutto per le decisioni arbitrali che hanno caratterizzato il confronto del Viviani. A distanza di qualche giorno, l’attenzione rimane concentrata sull’operato di Zago di Conegliano e sull’utilizzo del Football Video Support, ma per la società rossazzurra si apre anche una settimana particolarmente importante tra la preparazione della sfida contro il Giugliano, la possibile decisione sui ritardi nei pagamenti delle spettanze di agosto e l’attesa assegnazione del marchio storico del club.

Come evidenziato dal quotidiano La Sicilia, le polemiche successive alla sconfitta in terra lucana non riguardano soltanto il risultato, ma soprattutto la gestione di alcuni episodi che avrebbero potuto modificare l’andamento dell’incontro. Il riferimento principale resta la rete annullata a Emanuele Cicerelli, sulla quale continuano a emergere perplessità alla luce delle immagini disponibili. Il direttore di gara ha confermato il fuorigioco dopo la revisione attraverso l’FVS, una scelta contestata dal tecnico Emilio Longo e dall’ambiente rossazzurro. A suscitare ulteriori interrogativi sono state anche le differenti valutazioni dei contatti nelle due aree di rigore, con il penalty concesso al Potenza per la trattenuta di Bruzzaniti su Loiacono e le proteste etnee per l’intervento subito da Coda, oltre all’annullamento della rete realizzata da Cavuoti per una posizione irregolare di Caturano.

A rendere ancora più delicata la vicenda contribuiscono i precedenti tra Zago e il Catania. Il fischietto veneto aveva già diretto l’incontro contro il Latina della passata stagione, durante il quale Porro fu ammonito per l’intervento che provocò il grave infortunio di Cicerelli. Successivamente era tornato al Massimino per la sfida contro il Cosenza, disputata in un clima di forte contestazione nei suoi confronti. Episodi che spiegano la particolare sensibilità dell’ambiente rossazzurro verso questa designazione, pur senza costituire elementi sufficienti per ipotizzare una volontà deliberata di penalizzare il Catania. Resta invece aperto il dibattito sulla qualità delle valutazioni arbitrali e sull’effettiva capacità dell’FVS di chiarire le situazioni controverse. La possibilità che, anche dopo una revisione, permangano dubbi significativi rende necessario interrogarsi sull’uniformità dei criteri adottati e sull’utilità concreta dello strumento.

Le polemiche, tuttavia, non possono cancellare le responsabilità della squadra nella sconfitta per 2-1. Il Catania ha mostrato difficoltà evidenti soprattutto nella zona centrale del campo, dove Quaini e Vallocchia non sono riusciti a contrastare con continuità l’intensità e l’organizzazione del centrocampo lucano. Anche la rete iniziale di Ghisolfi, arrivata sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ha messo in luce una disattenzione difensiva che una formazione con ambizioni di vertice dovrebbe evitare. Sul fronte offensivo sono mancate precisione e concretezza, come dimostra l’occasione non sfruttata da Cicerelli nelle prime battute, mentre gli attaccanti rossazzurri non sempre sono riusciti a trasformare il possesso e la pressione in opportunità realmente pericolose. Quattro sconfitte nelle prime dieci giornate costituiscono un bilancio che merita una riflessione approfondita, indipendentemente dagli episodi contestati. La distanza dalla vetta impone adesso una maggiore continuità, soprattutto negli scontri diretti e nelle partite nelle quali gli equilibri vengono decisi dai dettagli.

Archiviata la trasferta di Potenza, l’attenzione torna dunque al campo. La squadra di Longo è attesa dalla preparazione del prossimo impegno casalingo contro il Giugliano, avversario reduce da un periodo negativo che ha portato anche al cambio della guida tecnica. Una situazione che non dovrà indurre i rossazzurri a sottovalutare la partita, considerando la necessità di tornare immediatamente alla vittoria. Lo staff medico dovrà nel frattempo valutare le condizioni di Corbari, Ierardi e Caligara, assenti in Lucania per infortunio, mentre saranno effettuati ulteriori accertamenti su Masciangelo, costretto a lasciare il campo per un problema fisico. Il recupero degli indisponibili e la gestione delle energie saranno elementi importanti per permettere a Longo di affrontare i prossimi appuntamenti con un maggior numero di alternative.

Parallelamente agli aspetti sportivi, la settimana potrebbe portare sviluppi significativi anche sul piano societario. Il Catania attende infatti di conoscere le eventuali conseguenze del ritardo nei pagamenti delle spettanze economiche relative al mese di agosto. Tra le ipotesi figurano una sanzione pecuniaria o una penalizzazione in classifica, eventualità che avrebbe ripercussioni particolarmente pesanti in una fase già delicata della stagione. La successiva regolarità nei pagamenti, compresa l’ultima scadenza di ottobre, potrebbe rappresentare un elemento da considerare nella valutazione complessiva della vicenda, ma soltanto le comunicazioni ufficiali consentiranno di conoscere l’eventuale provvedimento.

Grande attenzione è rivolta inoltre all’asta per l’assegnazione del marchio storico del Catania, un simbolo profondamente legato alla tradizione calcistica cittadina. La procedura telematica, destinata a concludersi giovedì, vede quattro soggetti interessati, tra i quali il Catania FC, il Comune e Revolution Group Srl. Secondo le informazioni riportate, quest’ultima avrebbe già presentato un’offerta di 71 mila euro, mentre l’amministrazione comunale disporrebbe di un margine economico compreso tra 60 e 65 mila euro, nei limiti delle somme autorizzate. Rimangono da chiarire le intenzioni degli altri partecipanti, compreso un quarto concorrente collegato a un ex calciatore rossazzurro, la cui strategia potrebbe emergere soltanto nelle battute finali dell’asta.

La questione va ben oltre il valore economico dell’operazione, coinvolgendo un patrimonio di identità e memoria collettiva che appartiene alla storia del calcio catanese. L’interesse delle diverse parti testimonia l’importanza simbolica del marchio, mentre l’esito della procedura sarà seguito con particolare attenzione da una tifoseria che continua a riconoscersi nella tradizione del club, nonostante le profonde trasformazioni societarie degli ultimi anni.

Si prospettano dunque giorni importanti per il Catania, chiamato a gestire contemporaneamente le conseguenze della sconfitta di Potenza, la preparazione di una partita da vincere e alcune vicende extracalcistiche potenzialmente rilevanti. Le contestazioni arbitrali restano un tema legittimo, ma sul campo servirà soprattutto correggere gli errori emersi contro la capolista e ritrovare quella continuità indispensabile per non perdere ulteriore terreno. Allo stesso tempo, le decisioni attese sul fronte economico e sull’assegnazione del marchio storico potrebbero contribuire a definire un quadro societario più chiaro. Tra risultati da recuperare, possibili provvedimenti e questioni identitarie ancora aperte, il Catania si prepara a vivere una settimana che potrebbe incidere significativamente sul prosieguo della stagione.


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