Rassegna stampa Uilca Lombardia
Il peso delle scelte si misura anche da come viene distribuito: chi contribuisce alla spesa pubblica, quali opportunità si aprono per chi cerca lavoro, quali garanzie accompagnano l’ingresso delle nuove tecnologie. Banche, assicurazioni e riscossione raccontano tre passaggi diversi, ma pongono una domanda comune: quale spazio viene riconosciuto alle persone?
Nel credito la richiesta di un nuovo contributo per la manovra riapre il confronto tra governo e istituti sul rispetto degli accordi e sulla distribuzione degli oneri. In Allianz l’intesa sulle uscite volontarie affianca alle tutele per chi si avvicina alla pensione un impegno concreto sulle nuove assunzioni. Sul fronte fiscale dati più tempestivi e intelligenza artificiale promettono maggiore efficacia, ma richiedono sicurezza, trasparenza e supervisione umana.
A tenere insieme queste partite è il valore del lavoro. Dietro un contributo di bilancio, un piano di uscite o un algoritmo ci sono professionalità da riconoscere, responsabilità da esercitare e servizi da garantire. Lo sguardo della UILCA parte da qui: verificare che gli impegni diventino risultati concreti e che il cambiamento migliori le condizioni di chi lavora e di chi si affida ogni giorno a questi servizi.
Banche: manovra, l’Abi chiede il rispetto dei patti. La tutela del lavoro resti al centro
Le banche italiane fanno fronte comune contro la richiesta di un nuovo contributo da 5 miliardi per finanziare la manovra. Al centro del confronto con il Governo c’è l’accordo triennale da circa 11 miliardi sottoscritto l’anno precedente: gli istituti chiedono che i nuovi interventi tengano conto degli impegni già assunti e che la ricerca delle risorse non si concentri su un unico settore.
È il quadro ricostruito da Michele Chicco nell’articolo «Manovra, linea dura dell’Abi: Il governo rispetti i patti non paghi solo un settore». Il consiglio dell’associazione bancaria viene descritto come compatto nella difesa dell’intesa, mentre la prudenza nelle dichiarazioni pubbliche lascia spazio alla trattativa con l’esecutivo.
La posizione è sintetizzata dalle parole dell’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina: «Non c’è un solo settore che deve pagare in un momento di difficoltà, anche a fronte di accordi già presi».
Messina richiama inoltre i 25 miliardi di imposte che gli istituti verseranno per i risultati del 2025. Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, evita invece di entrare direttamente nel merito del negoziato, ma risponde al richiamo al principio pacta sunt servanda attraverso un riferimento a Giustiniano e alla tradizione del diritto latino.
Le risorse richieste alle banche potrebbero contribuire anche a finanziare l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% ai redditi fino a 55 mila euro, definita da Antonio Tajani «un’ipotesi concreta». Il vicepremier invita ad ampliare la platea dei soggetti chiamati a contribuire all’intero mondo finanziario, escludendo invece le aziende petrolifere.
Il confronto resta aperto e si intreccia con le valutazioni europee sui margini di flessibilità richiesti dall’Italia. L’articolo richiama anche un possibile intervento della Bce per valutare le conseguenze della misura sul patrimonio degli istituti e sull’erogazione del credito.
Alla cronaca si affianca il commento di Angelo De Mattia, «Contrarian – Ma le banche pagano già abbastanza tasse». L’autore sostiene che una nuova richiesta non possa prescindere dall’intesa triennale precedente e invita a valutare il complesso degli oneri fiscali e contributivi prima di intervenire su Irap, Ires o crediti fiscali.
De Mattia pone anche una questione di distribuzione del prelievo: occorre motivare perchè alcuni comparti debbano contribuire e altri no, confrontando le condizioni del settore bancario e assicurativo con quelle delle altre attività economiche. Solleva infine il problema della temporaneità: riproporre ogni anno contributi straordinari rischia di trasformare l’eccezione in una modalità ordinaria di finanziamento della spesa pubblica.
La richiesta conclusiva è un confronto tra governo, banche e assicurazioni, che preceda la definizione delle cifre e consideri le conseguenze delle scelte.
La posizione UILCA: il confronto tra governo e istituti sulla tassazione non deve tradursi in un costo per chi lavora. Nel precedente dibattito sugli extraprofitti, il sindacato ha espresso chiaramente la necessità che il prelievo non venga fatto pagare alle lavoratrici e ai lavoratori.
Alla tutela del personale si affianca il riconoscimento del contributo delle professionalità ai risultati delle imprese.
Il confronto sulla manovra va quindi osservato anche nelle sue possibili ricadute sull’occupazione, sulle condizioni di lavoro e sulla qualità dei servizi. È una prospettiva coerente con i richiami del segretario generale Fulvio Furlan al ruolo sociale delle banche, alla presenza nei territori e al coinvolgimento del sindacato nei processi che interessano il personale.
Assicurazioni: Allianz, accordo su 220 uscite volontarie e nuove assunzioni. Sculamieri: «Un passo avanti per l’occupazione»
L’intesa sul Fondo di Solidarietà migliora gli incentivi e introduce l’impegno ad assumere almeno un lavoratore ogni tre uscite. Se il piano sarà completato, gli ingressi saranno almeno 74.
Accompagnamento volontario alla pensione, incentivi economici più elevati e un impegno formale sulle nuove assunzioni. Sono i punti centrali dell’accordo sul Fondo di Solidarietà sottoscritto il 15 ottobre da Allianz SpA e dalle rappresentanze sindacali FIRST/CISL, FISAC/CGIL, FNA, SNFIA e UILCA.
L’intesa disciplina complessivamente 220 uscite volontarie entro il 2028 e introduce una clausola di ricambio occupazionale: l’azienda si impegna a effettuare assunzioni a tempo indeterminato pari ad almeno un terzo delle uscite effettivamente realizzate. In caso di completamento del piano, gli ingressi saranno dunque almeno 74.
A evidenziare il significato dell’accordo è Giuseppe Sculamieri, segretario responsabile Gruppo Allianz, che sottolinea il risultato raggiunto sul terreno delle tutele economiche e dell’occupazione: «Con questo accordo si supera la storica resistenza aziendale a sottoscrivere vincoli contrattuali sull’occupazione, coniugando la tutela di chi esce con il ricambio generazionale e l’ingresso di nuovi giovani nel Gruppo».
Le dichiarazioni di Sculamieri mettono quindi al centro una duplice finalità: migliorare le condizioni dei lavoratori prossimi alla pensione e favorire il rinnovamento degli organici attraverso nuove assunzioni.
Per Sculamieri è proprio il legame tra tutela dei lavoratori in uscita e impegno sui nuovi ingressi a segnare il valore dell’intesa: un accordo che affianca allo strumento di accompagnamento alla pensione una prospettiva contrattuale di ricambio generazionale.
Riscossione: un Fisco più veloce con l’intelligenza artificiale, senza lasciare indietro diritti e lavoro
Dati più aggiornati per contrastare evasione e frodi, intelligenza artificiale per semplificare gli adempimenti e migliorare il rapporto con i contribuenti. La trasformazione digitale dell’amministrazione finanziaria torna al centro del confronto parlamentare, con un punto qualificante: verificare efficacia, sicurezza e rispetto dei diritti prima di introdurre le nuove soluzioni nei processi ordinari.
Nell’articolo di Francesco Cerisano, «Un Fisco più veloce con l’IA – Archivio rapporti, dati mensili», vengono illustrate le proposte contenute nel documento conclusivo dell’indagine conoscitiva della Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria. Il testo è stato discusso in commissione e attende il voto.
La prima novità riguarda la sezione contabile dell’Archivio dei rapporti finanziari. La proposta è passare dall’aggiornamento annuale a una trasmissione mensile, accogliendo la richiesta della Guardia di finanza di disporre di informazioni più tempestive per contrastare evasione fiscale, frodi, riciclaggio e criminalità economico-finanziaria.
Come si legge nel passaggio del documento riportato nell’articolo: «Un aggiornamento con periodicità più ravvicinata consentirebbe di disporre di una rappresentazione maggiormente aderente alla situazione finanziaria corrente dei contribuenti, riducendo lo scarto temporale tra il compimento delle operazioni e la loro conoscibilità da parte delle amministrazioni».
L’obiettivo è ridurre la distanza tra ciò che accade e il momento in cui l’amministrazione può utilizzare le informazioni. Una maggiore tempestività dei dati viene così individuata come condizione per rendere più efficace l’attività di prevenzione e controllo.
Il secondo asse riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. La Commissione propone una “sandbox”, cioè un ambiente protetto nel quale sperimentare le soluzioni prima della loro eventuale introduzione nell’attività ordinaria.
Il percorso coinvolgerebbe Mef, Agenzie fiscali e altri soggetti istituzionali competenti, con il supporto tecnologico di Sogei e il coinvolgimento di AgID, Agenzia per la cybersicurezza nazionale e Garante per la protezione dei dati personali.
Il documento indica criteri precisi: «Privacy, sicurezza, minimizzazione dei dati, trasparenza, tracciabilità, verificabilità e supervisione umana».
Il principio è spostare la verifica delle garanzie a monte, anziché intervenire soltanto dopo l’introduzione delle tecnologie. Come sottolinea il documento citato da Cerisano, la tutela dei diritti deve diventare «non un limite all’innovazione, ma una condizione per accelerarne un utilizzo responsabile nell’interesse pubblico».
La posizione UILCA: l’efficienza della riscossione va accompagnata dal sostegno agli organici e dalla valorizzazione delle professionalità.
La tecnologia deve affiancare le persone e migliorare la qualità del servizio. La centralità del lavoro richiede che nuovi strumenti e nuovi flussi informativi siano accompagnati da competenze adeguate, risorse e attenzione alle ricadute organizzative, senza considerare l’automazione un sostituto della professionalità.
La UILCA richiama inoltre il ruolo della contrattazione nel governo dell’innovazione digitale e nella tutela dei diritti. Applicare questa prospettiva all’amministrazione fiscale significa portare nel confronto sindacale gli effetti delle nuove tecnologie sul modo di lavorare, non limitarsi a valutarne le prestazioni tecniche.
Un Fisco più rapido deve quindi essere anche più comprensibile, verificabile e accessibile. La sperimentazione protetta può rappresentare un passaggio utile, purchè alla sicurezza dei dati si affianchino la responsabilità delle decisioni e il riconoscimento delle persone che ogni giorno garantiscono il funzionamento dei servizi.
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