#Finsubito news dalla rete – Arte, da Monet a Cézanne: all’asta un tesoro da 40 milioni


Cinquanta fiere in due mesi. Tra ottobre e novembre il calendario internazionale dell’arte tornerà a imporre a collezionisti, galleristi e operatori il ritmo serrato della stagione autunnale.
Prima che inizi la maratona, però, il mercato italiano si concede ancora qualche appuntamento più raccolto, capace di attraversare epoche e categorie molto diverse.
Il riferimento è in particolare all’asta di libri antichi, in programma il 30 settembre e il 1° ottobre da Il Ponte, a Milano. Qui, il protagonista assoluto è il Codice Gaffurio, una rarità stimata 180-250 mila euro. Redatto da Franchino Gaffurio (1451-1522), maestro di cappella del Duomo di Milano, il Codice è un tassello cardine per la circolazione e la trasmissione della teoria musicale medievale e rinascimentale. Non a caso il volume fu sottoposto a dichiarazione di interesse culturale già nel 1925. Ad accrescerne ulteriormente il fascino è il misterioso apparato di disegni a sanguigna che lo accompagna, un tempo suggestivamente attribuiti a Leonardo da Vinci.

Da Guercino a Burri

L’antico rimane un tema anche da Pandolfini, a Firenze, che il 1° ottobre propone un catalogo dedicato ai dipinti rinascimentali e non solo. Tra le sue pagine emerge in modo deciso l’olio su tavola raffigurante la Madonna con Bambino e San Giovannino, dipinta dal Beccafumi. La Vergine, raccolta in un atteggiamento di intima meditazione, sostiene Gesù mentre il piccolo San Giovanni si accosta con gesto devoto, instaurando un dialogo di sguardi e di movimenti che conferisce alla scena una naturalezza di intensa partecipazione affettiva. Un tondo che manifesta la piena esperienza del pittore nel genere, oltre che una sensibilità tipicamente senese, caratterizzata da un uso personalissimo della luce e da un raffinato cromatismo. La stima è di 300-500 mila euro.
Altrettanto notevole è la Mater Dolens (stima 150-250 mila) firmata dal Guercino, in cui il pittore infonde alcune delle sue firme. Tra queste, il fazzoletto bianco che la Vergine stringe a sé, che Guercino è solito porre tra le mani delle sue figure dolenti. Le tinte sono quelle mature della sua produzione, con un chiaroscuro attenuato, dunque risalente con tutta probabilità alle metà del Seicento.
Risale a mille aste fa, invece, il debutto sul mercato di Meeting Art, che a Vercelli dal 4 ottobre festeggia con una serie di appuntamenti dedicati all’arte moderna e contemporanea e non solo. Tra i top lot si posiziona un Cellotex di Alberto Burri, plasmato con acrilico e colla vinilica nel 1981. Un’opera che testimonia il virtuosismo dell’artista nel modulare le rifrazioni luminose date dalla lucidità del supporto. La valutazione di partenza è di 250 mila euro. Lo segue l’olio e tecnica mista su tela del 1958, Honorius IV, dipinto da Georges Mathieu. Un’opera monumentale che sintetizza magistralmente la poetica e l’impeto dinamico del padre fondatore dell’Astrazione Lirica (130 mila euro).
Negli stessi giorni il calendario italiano passa anche da Parma, dove dal 3 all’11 ottobre torna Mercanteinfiera, uno degli appuntamenti fieristici più consolidati dedicati ad antiquariato, modernariato, design storico e collezionismo.

Qui Parigi

Un’altra ricorrenza, questa volta legata ai 100 anni dalla morte di Claude Monet, ci porta invece in Francia. Qui, a Parigi, Sotheby’s ha svelato alcuni dei capolavori che saranno in vendita il prossimo 22 ottobre, si tratta di 28 opere mai viste dal pubblico in oltre mezzo secolo, ovvero da quando sono entrate nella collezione di Jeanne Schlumberger (1889-1983). Ora gli eredi la consegnano al mercato con una valutazione complessiva di 40 milioni di euro. Tra le opere più significative spicca Iris (1924-25), dipinto di 160 per 180 centimetri appartenente al ciclo di circa venti composizioni realizzate da Monet tra il 1914 e il 1925 sul tema dei giardini di Giverny. Conservata nelle sue condizioni originali, la tela presenta la stima più alta mai attribuita a un’opera d’arte in un’asta francese, pari a 22-30 milioni di euro.
Un buon banco di prova per la Francia, nel 2025 primo mercato europeo con un fatturato di 3,8 miliardi. E un passaggio interessante per l’Italia, seppur con le dovute proporzioni rispetto ai cugini d’oltralpe e oltremanica. Perché, come l’esperienza consiglia, un mercato non si giudica soltanto dalla velocità con cui corre da una fiera all’altra, ma anche da ciò che i collezionisti decidono, ancora, di fermarsi a guardare.


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