#Finsubito news dalla rete – AVERSA. Lavori alla scuola Cimarosa: forse, ripetiamo forse, la gara vinta da un’impresa con sede in città è regolare. E vi spieghiamo il perché, cifra per cifra


Alla procedura hanno partecipato 71 imprese, ed è stata aggiudicata a…

AVERSA (g.g.) – È un periodo che, almeno sulla carta, e soprattutto per l’attenzione che CasertaCe ha mostrato alle modalità con cui si sviluppano le gare di appalto e gli affidamenti variamente connotati, l’ufficio tecnico del Comune di Aversa si comporta in maniera apparentemente lineare.

Diciamo apparentemente perché questi sono diavoli e con loro sono diavoli ancora più indiavolati i titolari delle imprese che a queste gare partecipano.

L’ingegnera Danila D’Angelo, dirigente dell’UTC, e il suo diretto collaboratore Leopoldo Graziano, hanno assaggiato l’attenzione di questo giornale quando, un po’ di tempo fa, noi denunciammo la presenza anomala di imprese e di professionisti affidatari di lavori e di incarichi non certo lontani da quel gruppo di potere imperniato sul ben noto Davide Ferriello, ingegnere che ha furoreggiato in vari uffici tecnici dell’agro aversano, a partire da quelli di Carinaro e di Gricignano d’Aversa.

Dopo 5-6 articoli si verificò un prodigio: ad una gara d’appalto parteciparono ben 300 imprese, quando la media non superava le 7-8 aziende e, quando ci si trovava in procedure di affidamento diretto o semidiretto, il meccanismo dell’unica impresa partecipante – massimo arrivavano due-tre che potevano mettersi tranquillamente d’accordo – era, come si dice, il more solito.

Ogni tanto andiamo a guardare nel sito del Comune e continueremo a farlo anche con una frequenza maggiore rispetto a quella mostrata negli ultimi periodi, che ci hanno visti impegnati su altri fronti.

Al momento non ci sembra che questa impostazione, ripetiamo, apparentemente lineare, si sia modificata.

Prendiamo ad esempio la gara per i lavori adeguamento alle norme antincendio dell’Istituto Cimarosa di Aversa, per un importo di 168mila euro.

Siamo sopra la soglia dei 150mila euro e dunque occorre una procedura, diciamo così, partecipata. Un bando a cui hanno risposto ben 71 imprese, come mostriamo nello screenshot in calce a questo articolo.

Ad aggiudicarsi i lavori è stata Stem Srl, con sede ad Aversa in via Palmiro Togliatti, con titolare Domenico Ottavio Orabona, 43 anni.

Imbrogliare una gara del genere è molto difficile anche per i diavoli perché, affinché la gara la vinca l’impresa che “la deve vincere” sin da prima, occorrerebbe che tutti i 71 concorrenti fossero d’accordo tra di loro. Viene infatti applicato il sistema del criterio del minor prezzo, che consiste nell’offerta di un ribasso rispetto alla base d’asta, andando a premiare quello più vicino alla soglia di anomalia.

La soglia di anomalia, però, non è un numero fisso, il che permetterebbe di aggiustare una gara fin dall’inizio, ma è frutto di un calcolo che coinvolge tutti i ribassi presentati, in questo caso 71 ribassi.

Si applica una formuletta matematica che produce una media, la quale si estrae però dopo aver tagliato le cosiddette ali, e cioè le offerte di ribasso più alte, cioè maggiori, e quelle minori.

Insomma, la media si estrae da un insieme aritmetico ridefinito e che comunque, in questo caso, prevede decine e decine di offerte.

Ora, esiste una casualità matematica che anche il dirigente o il funzionario più scafato non può controllare. Inoltre, è difficile, se non impossibile, mettere d’accordo 71 imprese, ognuna delle quali già consapevole dall’inizio del ribasso da presentare in quanto concordato nell’accordo complessivo. Perché se l’intesa riguarda, mettiamo, 60 imprese su 71, l’inserimento di numeri percentuali di ribasso fuori dall’accordo va a modificare la soglia di criticità immaginata.

Nel caso specifico, ad esempio, il ribasso presentato dalla Stem Srl è di 17 centesimi inferiore alla soglia di criticità, che è del 35,12%, frutto del calcolo di cui abbiamo scritto prima.

Insomma, la Stem di Domenico Ottavio Orabona si è aggiudicata questa offerta in quanto il suo ribasso, 34,95%, è stato il più vicino alla soglia di criticità. E allora è chiaro che sarebbe bastato che una o due imprese avessero presentato ribassi diversi da quelli che poi hanno presentato per abbassare questa soglia di criticità e portarla ad un livello inferiore al 34,95% presentato da Orabona, il quale, a quel punto, sarebbe stato tagliato fuori perché il suo ribasso sarebbe stato eccedente.

Insomma, in linea di massima, ripetiamo, in linea di massima, per le caratteristiche diaboliche di chi lavora negli uffici tecnici e degli imprenditori che partecipano alle gare, potrebbero essere lavori affidati in maniera regolare. Il che sarebbe già una grandissima novità per come hanno funzionato negli anni le cose nel vergognoso ufficio tecnico del Comune di Aversa, attinto più volte da indagini giudiziarie, una delle quali corredata dall’arresto dell’allora dirigente Raffaele Serpico.


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