Il turismo balneare italiano vale il 39,2% delle presenze turistiche complessive, ma rischia di essere travolto dalla questione irrisolta della direttiva Bolkestein. È l’allarme lanciato dal presidente nazionale della Sib Antonio Capacchione e dal presidente Sib Abruzzo Riccardo Padovano.
I due dirigenti partono dai dati positivi: il 6% di incremento delle presenze turistiche dall’estero nell’estate appena trascorsa, secondo i dati del ministero, conferma la qualità del modello italiano di balneazione attrezzata. Ma è proprio questo successo a rendere più urgente la preoccupazione per il futuro del settore.
Il nodo centrale è la prospettiva di mettere all’asta decine di migliaia di concessioni balneari nei 645 comuni costieri italiani senza un quadro normativo adeguato. “Un suicidio del Paese avviare nelle prossime settimane decine di migliaia di gare nei 645 comuni costieri per il trasferimento coattivo delle porzioni di demanio e, con queste, le aziende sulle quali insistono in assenza di un quadro normativo chiaro e uniforme – avvertono Capacchione e Padovano -. Il bando tipo annunciato dal Governo è del tutto insufficiente se non viene accompagnato da interventi legislativi che aggiornino il codice della navigazione del 1942 che ancora disciplina la materia”.
I due presidenti chiedono un intervento urgente delle istituzioni: “Ci aspettiamo – concludono Capacchione e Padovano – che il Governo e le Istituzioni intervengano per evitare questo ‘terremoto’ che potrebbe essere esiziale per il turismo e l’economia nazionale”.
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