Il ritorno del marchio storico del Calcio Catania nella disponibilità del Catania FC chiude una vicenda lunga e complessa, restituendo al club rossazzurro uno dei simboli più importanti della propria storia. Sull’aggiudicazione per 250mila euro interviene via social Fabio Pagliara, tifoso del Catania ed ex collaboratore della società rossazzurra, oggi Direttore Tecnico di ECI e presidente di Manager Sportivi Associati, Fondazione Sportcity e Italia Sport Club.
Il suo commento esprime la soddisfazione per il risultato raggiunto, ma non manca una critica al percorso che ha portato all’acquisizione del marchio, tra ritardi, costi e una competizione che ha coinvolto due realtà catanesi. Il messaggio finale, però, è rivolto al futuro: archiviata questa pagina, la priorità deve tornare ad essere il campionato.
«Finisce bene una storia brutta»
Fabio Pagliara affida alle sue parole una riflessione che alterna la felicità per il ritorno del simbolo storico a una valutazione critica dell’intera vicenda. «Finisce bene una storia brutta. Che non fa onore a Catania. Godiamoci la felicità vera per il “ritorno a casa” del marchio. Unico epilogo logico e possibile. Ma, per favore, non definiamo capolavoro una cosa alla quale si è arrivati con anni di ritardo e spendendo 5 volte tanto, e specialmente non dimentichiamo l’inqualificabile (sebbene legittima) sfida tra catanesi per acquisire un pezzo di storia che, credo abbia valore solo all’interno della propria Casa: il Calcio Catania. Ora testa al Campionato. Fiducia alla squadra, fiducia alla società e insieme per l’obiettivo di tutti. La serie B per uscire dall’inferno di questa categoria.❤️💙 Che sia di buon auspicio. Forza Catania !!!».
Il ritorno a casa del marchio e la soddisfazione dei tifosi
Il primo passaggio del commento di Pagliara sottolinea il valore simbolico dell’operazione. Il marchio storico rappresenta un elemento fondamentale della memoria rossazzurra, legato alle stagioni più significative del club e al rapporto tra la squadra e la città. Pagliara invita quindi a godersi la soddisfazione per il risultato raggiunto, definendolo «Unico epilogo logico e possibile». Un riconoscimento del valore dell’esito finale che, tuttavia, non cancella le riserve sul percorso seguito.
I tempi e i costi: la critica di Pagliara
La riflessione dell’ex collaboratore rossazzurro si concentra poi sulla durata della vicenda e sulle risorse necessarie per arrivare all’aggiudicazione. Il riferimento al fatto che si sia arrivati al risultato «con anni di ritardo e spendendo 5 volte tanto» evidenzia la sua contrarietà a descrivere l’operazione come un successo assoluto, senza considerare le criticità che l’hanno preceduta. Il Catania FC si è aggiudicato il marchio storico per 250mila euro, partendo da una base d’asta di 55mila euro. Pagliara invita a distinguere la soddisfazione per il risultato dalla valutazione complessiva della vicenda, richiamando l’attenzione sui tempi e sui costi. Senza dimenticare le difficoltà che hanno accompagnato il percorso.
La sfida tra due realtà catanesi
Un altro passaggio significativo riguarda la competizione per l’acquisizione del simbolo storico. Pagliara definisce «inqualificabile», pur riconoscendone la legittimità, la sfida tra catanesi per aggiudicarsi un pezzo della storia rossazzurra. Il riferimento è alla gara che ha visto il Catania FC prevalere sulla Revolution Group. Al di là della regolarità della procedura, il commento richiama il significato particolare del marchio per la comunità cittadina.
Nella visione espressa da Pagliara, il valore più profondo dello stemma è legato al suo contesto originario: la storia del Calcio Catania e il rapporto con la propria tifoseria. È una considerazione che mette in evidenza la differenza tra il prezzo economico di un bene e il valore identitario che esso assume per una comunità.
«Ora testa al Campionato»: l’obiettivo è la Serie B
Dopo le considerazioni sull’asta, Pagliara sposta l’attenzione sul presente e sulle prospettive sportive della squadra.
«Ora testa al Campionato», scrive, accompagnando l’invito con un messaggio di fiducia rivolto sia ai giocatori sia alla società: «Fiducia alla squadra, fiducia alla società e insieme per l’obiettivo di tutti». Il traguardo indicato è quello che accomuna le ambizioni della tifoseria rossazzurra: il ritorno in Serie B. Pagliara lo esprime con parole dirette, facendo riferimento alla necessità di «uscire dall’inferno di questa categoria».
La conclusione del commento di Fabio Pagliara riassume il sentimento con cui guarda al ritorno del marchio storico: «Che sia di buon auspicio. Forza Catania !!!». Un augurio che accompagna la chiusura di una vicenda importante per l’identità rossazzurra e riporta al centro la priorità della stagione: il campionato e la corsa verso la Serie B. Il prossimo capitolo della storia del Catania dovrà essere scritto sul campo, con la fiducia nella squadra e nella società e con l’obiettivo condiviso di riportare il club in una categoria più prestigiosa.
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