La polizia di stato di Bologna ha sequestrato altri cinque siti web utilizzati per truffare i cittadini attraverso false aste giudiziarie. Lo rende noto la questura di Bologna in un comunicato del 19 ottobre 2026.
Le indagini erano partite dal sequestro di un portale fraudolento che si spacciava per il “Tribunale di Faenza”. Gli accertamenti, condotti dagli specialisti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica Emilia Romagna nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura della Repubblica di Bologna, hanno permesso di individuare nuovi domini collegati a ulteriori truffe.
Finti tribunali e studi notarili
I nuovi siti sequestrati riproducevano l’aspetto grafico e i contenuti di enti istituzionali e studi professionali realmente esistenti, riferendosi in particolare al Tribunale di Cesena, al consiglio del notariato e a diversi studi notarili.
Le piattaforme pubblicizzavano presunte vendite immobiliari e aste giudiziarie inesistenti, corredate da documentazione dall’apparenza ufficiale: perizie tecniche, avvisi di vendita e riferimenti a professionisti risultati inesistenti o comunque estranei ai fatti.
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Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Nel corso delle indagini è emerso il possibile impiego di strumenti di intelligenza artificiale generativa per creare i contenuti fraudolenti. Queste tecnologie avrebbero consentito di realizzare in tempi rapidi siti dall’aspetto particolarmente realistico, rendendo più difficile per i potenziali acquirenti individuare gli elementi ingannevoli.
Su disposizione dell’autorità giudiziaria, i domini sono stati sottoposti a sequestro preventivo e resi inaccessibili. Le indagini proseguono anche in ambito internazionale per identificare i responsabili.
La polizia di stato invita i cittadini a verificare sempre l’autenticità dei siti che propongono aste giudiziarie, consultando esclusivamente i canali istituzionali del ministero della Giustizia.
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