#Finsubito news dalla rete – Caserta, turni extra da oltre 2 milioni. NurSind: ”Basta coprire le carenze con gli straordinari” – Infermieristicamente


All’AORN Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta la spesa per straordinari e reperibilità potrebbe superare i 2,1 milioni di euro nel 2026. Il NurSind chiede trasparenza sui fondi e denuncia un sistema che rischia di penalizzare lavoratori e assistenza.

di Giuseppe Provinzano

“Quando per tenere aperti i reparti servono milioni di euro in straordinari e reperibilità, il problema non è più soltanto economico. È soprattutto organizzativo. All’ospedale di Caserta, i numeri emersi dal confronto tra direzione aziendale e sindacati riportano al centro una questione che riguarda l’intero sistema sanitario: quanto costa continuare a compensare la mancanza di personale con turni aggiuntivi, anziché intervenire stabilmente sugli organici?

Una domanda che il NurSind Caserta, guidato dal segretario provinciale Antonio Eliseo, ha deciso di porre formalmente ai vertici dell’Azienda ospedaliera, chiedendo documenti, verifiche e chiarimenti sull’utilizzo delle risorse economiche destinate al personale”.

Il costo nascosto della carenza di personale

CASERTA, 23 ottobre 2026 – Oltre 2,1 milioni di euro tra lavoro straordinario e pronta disponibilità entro la fine dell’anno. È questa la previsione di spesa che emerge dai dati economici illustrati durante il tavolo di contrattazione dell’AORN Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, alla presenza della direzione strategica e delle rappresentanze sindacali.

Nei primi nove mesi del 2026, dal 1° gennaio al 30 settembre, l’azienda ha già contabilizzato 1 milione e 443mila euro per straordinari e reperibilità. Per l’ultimo trimestre si stimano ulteriori 724mila euro, con una proiezione complessiva di circa 2 milioni e 168mila euro.

A queste cifre si aggiungono circa 1,4 milioni di euro per prestazioni aggiuntive, portando il volume complessivo delle risorse considerate a oltre 3,5 milioni di euro. Un importo che, pur comprendendo una componente previsionale, fotografa il peso economico delle attività svolte oltre l’ordinaria programmazione.

Ma il punto sollevato dal NurSind non riguarda esclusivamente l’entità della spesa.

Il sindacato contesta il ricorso sistematico a strumenti contrattuali nati per fronteggiare necessità particolari, che rischiano di diventare la soluzione permanente alle carenze di organico.

La segreteria provinciale, attraverso una richiesta formale indirizzata alla Direzione Generale, Sanitaria e Amministrativa e al Collegio Sindacale, ha sollecitato una verifica approfondita delle modalità con cui vengono autorizzati e utilizzati straordinari e pronta disponibilità.

Per il NurSind, straordinari e reperibilità non possono trasformarsi in strumenti ordinari per compensare posti vacanti e carenze strutturali. Occorre distinguere le reali emergenze dalle necessità assistenziali prevedibili, che richiedono invece una programmazione adeguata del personale.

Particolare attenzione viene riservata alle unità operative maggiormente esposte alle difficoltà organizzative, tra cui la sala operatoria Piastra, dove la necessità di garantire la continuità delle attività rende particolarmente delicato il ricorso ai turni aggiuntivi.

Il NurSind chiede di conoscere nel dettaglio le ore di straordinario effettuate in ciascun reparto, le somme maturate e non ancora liquidate, le motivazioni delle chiamate in pronta disponibilità e il rapporto tra personale effettivamente in servizio e fabbisogno previsto.

La questione coinvolge anche la distribuzione delle risorse contrattuali. Secondo il sindacato, un utilizzo eccessivo degli istituti finanziati attraverso i fondi del personale potrebbe ridurre le disponibilità economiche destinate alla produttività e alla valorizzazione professionale, penalizzando anche i dipendenti che non ricorrono abitualmente alle prestazioni straordinarie.

Il NurSind richiama inoltre la necessità di tutelare i riposi, i tempi di recupero e la sicurezza degli operatori, evitando che il sovraccarico lavorativo diventi una condizione strutturale dell’organizzazione assistenziale.

Durante il confronto aziendale sono stati affrontati anche altri aspetti economici e contrattuali.

Sul nuovo regolamento dell’orario di lavoro, le organizzazioni sindacali avranno ulteriori sette giorni per presentare osservazioni prima della definizione del testo.

Per quanto riguarda l’indennità di pronto soccorso, il NurSind ha chiesto di verbalizzare il rispetto degli accordi regionali, con la tutela dei lavoratori che già percepiscono l’indennità dal 2022 e il riconoscimento degli incrementi previsti dal 1° gennaio 2025.

Sui Differenziali Economici di Professionalità (DEP) 2026, è stato richiamato il limite contrattuale del 50% degli aventi diritto per l’individuazione dei beneficiari.

La direzione amministrativa ha inoltre annunciato la liquidazione, con la retribuzione di novembre, delle prestazioni aggiuntive effettuate ad agosto. Per quelle svolte da settembre, il pagamento sarà invece subordinato alle autorizzazioni attraverso le manifestazioni d’interesse dipartimentali. È stato comunicato anche l’avvio della corresponsione degli arretrati relativi ai ticket.

Resta però aperto il nodo principale: quanto può reggere un’organizzazione sanitaria che destina risorse così consistenti a compensare le difficoltà quotidiane di copertura dei turni?

La posizione del NurSind porta la discussione oltre il semplice controllo della spesa. Il tema riguarda la sostenibilità del lavoro, la corretta destinazione dei fondi e la capacità dell’azienda di garantire servizi assistenziali senza fare affidamento costante sulla disponibilità aggiuntiva dei professionisti.

Perché lo straordinario può risolvere un’emergenza, ma non può sostituire una politica di adeguamento degli organici.


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