In tanti partono, ma c’è anche chi arriva. Elizabeth e Peter si sono trasferiti in Italia dal Regno Unito insieme alle loro tre figlie. La loro è una delle tante storie di ‘expats’ che si trovano su YouTube dove il genere sulle esperienze di vita all’estero gode di una certa fortuna. C’è chi mette radici sui monti, chi si trasferisce in Papuasia e chi finisce per stabilirsi dalle nostre parti, di solito attirato dalle bellezze artistiche e naturali, dal clima, dalla gastronomia e dal mito della ‘dolce vita’. Se alle qualità che un po’ tutti riconoscono al Belpaese aggiungiamo anche un costo degli immobili ancora accessibile (almeno per gli standard occidentali) ben si capisce perché ci sia ancora qualcuno che sceglie ancora l’Italia. Nonostante i suoi difetti noti anche oltreconfine: il lavoro che manca, gli stipendi al palo e una burocrazia da incubo.
Uk vs Italia: un confronto sul costo della vita
Sul canale ‘The Meadow House Diary’, Elizabeth racconta di aver lasciato l’Inghilterra lo scorso ottobre con la speranza “di essere più liberi a livello economico, risparmiare un po’ di soldi e avere complessivamente una migliore qualità di vita”. La coppia ha comprato un casolare abbandonato in un borgo rurale del nord Italia con un fienile e un ampio terreno, e ha deciso di rimetterlo a nuovo.
L’obiettivo – dichiarato in un altro video – è quello di vivere “off-grid”, ovvero di essere autosufficienti e produrre da soli la propria energia. Detto, fatto. Da otto mesi la famiglia si è stabilita nella nuova casa e ora è già tempo dei primi bilanci. La prima voce che viene messa sul piatto è quella del costo dell’alloggio. “Nel Regno Unito vivevamo in un bungalow” dice Elizabeth nel video, “aveva tre camere da letto con circa 400 metri quadrati di giardino intorno. Si trovava nel Northamptonshire e per il mutuo di quella proprietà pagavamo 1.467 sterline al mese”. Circa 1.712 euro.
Al conto delle spese per l’abitazione vanno poi aggiunti 23 euro di assicurazione sulla casa (obbligatoria col mutuo) e circa 340 euro di council tax ovvero un tributo “che si paga per servizi come la manutenzione delle strade e le forze dell’ordine”. In totale parliamo di una spesa annua di 24.898 euro all’anno, pari a circa 2.074 euro al mese. Un esborso considerevole, anche se come sempre tutto va rapportato ai salari.
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In Italia la famiglia non paga nessun mutuo. Elizabeth spiega che liberarsi da quella zavorra “è stata una grandissima motivazione per scegliere questo Paese”. Se nel Regno Unito il costo molto elevato degli immobili gravava non poco sul bilancio familiare, trasferendosi nello Stivale hanno potuto comprare una proprietà senza chiedere prestiti. “Visto non abbiamo un mutuo, non siamo obbligati ad avere un’assicurazione sulla casa” spiega nel video, anche se – aggiunge – “potremmo stipularla in futuro”. Ci sono però da mettere in conto i 600 euro annui di Imu e altri 330 stimati per la tassa sui rifiuti (“ma stiamo ancora aspettando che dal Comune ci dicano la cifra esatta”). Sulla casa il risparmio è abissale, ma l’assenza del mutuo falsa in parte il confronto.
Le bollette
Per quanto riguarda le utenze, nel Regno Unito la famiglia pagava 105 euro al mese di elettricità (nonostante i pannelli solari), 50 di acqua e 38 euro di riscaldamento. E ancora: 45 euro mensili per la fibra ultraveloce e altri 35 di canone per i cellulari. In Italia l’abitazione viene riscaldata a costo zero grazie a un bosco che si trova nella proprietà. Nonostante l’acqua venga fornita da una sorgente di montagna tra i costi fissi ci sono anche 17 euro al mese per il sistema di filtraggio. Per i due cellulari la spesa totale è invece di 16 euro al mese, mentre la rete internet, fornita da Starlink, costa 35 euro.
Considerando tutte le utenze, la famiglia sta risparmiando circa 800 euro all’anno, un gruzzolo destinato a salire grazie ai pannelli fotovoltaici. “Sono fiduciosa che entro la fine di quest’estate saremo autonomi” dice Elizabeth nel video.
In Italia l’auto è cara (e anche fare la spesa costicchia)
Le note dolenti arrivano con le spese per mantenere l’auto, una Volvo V50 che la famiglia aveva già in Inghilterra e che è stata venduta e poi ricomprata uguale in Italia. In Uk l’assicurazione costava poco meno di 30 euro al mese e il bollo appena 2, mentre un pieno da 50 litri poco più di 100 euro. Il costo totale alla fine è stato stimato in circa 1.600 euro annui, laddove in Italia – complice anche una classe assicurativa più alta e il caro carburanti – si arriva a ben 2.532 euro.
Seguono le spese per il cibo, le cene fuori e i pannolini: circa 800 euro al mese oltre la Manica, e 681 euro in Italia. “Sono decisamente sorpresa del fatto che per il cibo stiamo spendendo tanto, se non di più, anche se facciamo la spesa al Lidl” dice Elizabeth. Che poi va ad elencare le voci nel dettaglio. “Il mangime per le galline costa lo stesso, 11 euro al mese. Il cibo per cani circa 40 euro al mese. I pannolini costano di più, e questa è decisamente una cosa che è parecchio più cara in Italia: spendiamo circa 40 euro al mese per i pannolini qui”, nonostante “la decisione di usare pannolini lavabili per la nostra bimba più piccola”.
Il conto finale
Facendo i conti il risparmio finale è comunque notevole: “In Inghilterra, solo per sopravvivere avevamo comunque bisogno di almeno 33.732 sterline solo per mantenere lo status quo, ovvero circa 39.000 euro. E in Italia il nostro costo annuale ora è di 12.117 euro”. Secondo i calcoli della famiglia la differenza è dunque molto importante, ma buona parte della differenza è dovuta al fatto che la spesa principale, quella per l’alloggio, in Italia è pari a zero.
Nei commenti la coppia risponde così alle obiezioni: “Comprendiamo perfettamente che il confronto tra un’abitazione gravata da un mutuo e la nostra casa in Italia non sia omogeneo. Un confronto diretto e perfettamente comparabile”, spiegano, “non è realmente possibile – né era il nostro obiettivo – poiché comporterebbe innumerevoli variabili e scelte personali, come acquistare o affittare, l’importo del mutuo, le dimensioni della casa e del terreno, il rapporto qualità-prezzo del cibo, lo stile di vita, la località e molto altro. Questo video mette semplicemente a confronto le spese mensili della nostra famiglia basandosi sull’esperienza vissuta in prima persona dopo 8 mesi di permanenza in Italia. Non intende confrontare i sistemi economici di Regno Unito e Italia, né fattori quali imposte sul reddito, stipendi o costo della vita medio”.
“Siamo felici di esserci trasferiti”
Poi certo, a voler essere pignoli sui salari ci sarebbe qualcosa da dire, ma sul punto forse è meglio soprassedere. Ciò che conta, dopotutto, è che Elizabeth e famiglia siano felici della scelta fatta. “Penso che sia stata la decisione giusta trasferirsi in Italia”, racconta la donna, “ma non avevamo idea di quanto sarebbe stato più basso il costo della vita qui. Avevamo fatto dei calcoli approssimativi, ma in realtà non sapevamo come funzionasse la council tax, non sapevamo quanto ci sarebbe costato avere un’auto, ma nel complesso vivere qui con la famiglia si sta rivelando molto, molto economico. Sono davvero contenta della scelta, e ora – conclude – vado a fare la pizza da sola per la prima volta”.
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