Quattro competitor, il logo storico da assegnare. Sarà una mattinata intensa al tribunale di Catania per la chiusura della gara telematica per l’aggiudicazione del marchio della società matricola 11.700 che fu dichiarata fallita nell’aprile del 2022. Si chiuse un’era irripetibile, ma il simbolo di una storia fatta di successi, cadute rovinose e rinascite è rimasto in mano ai curatori per un po’ di tempo. Oggi lo scudetto rossazzurro con l’elefante e il pallone troverà un proprietario.
A “correre” sono il Comune di Catania, la Revolution Group Srl e un altro privato che viene rappresentato da un ex calciatore delle giovanili etnee che adesso opera a Roma. Ieri mattina, dopo aver presentato la prima offerta rilevata all’apertura delle buste, giovedì scorso, il Catania Fc ha rilanciato: da 55mila a 71.500 euro. Fino alle 22 il club rossazzurro era in vantaggio sulla Revolution Group Srl con un aumento, di fatto, di 16.500 euro rispetto alla base d’asta e all’offerta che era stata presentata proprio al momento dell’apertura delle buste. In serata la stessa Revolution, dopo le 22, ha rilanciato di mille euro, posizionandosi in testa con 72mila euro, ma alle 23 ecco il controsorpasso del Catania arrivato a quota 72.500 euro. Prima di mezzanotte, Revolution è arrivata a 75mila.
Dalle 9 in poi si assisterà a un gioco strategico di silenzi, rilanci, nuove offerte. Da quello che è emerso, ma i “giochi” di tattica e novità potrebbero sempre cambiare, il Comune si è fermato alla cifra di 60-65mila euro, cifra che era stata approvata in bilancio e utilizzata subito, all’apertura della gara telematica. Il quarto e “misterioso” concorrente privato aveva fatto sapere di non voler rilanciare nel momento in cui aveva avuto notizia della partecipazione del Comune, presentatosi all’asta come garante onde evitare speculazioni varie.
Teoricamente, ma per ora tutte le strategie porterebbero a questo risvolto, a concorrere in maniera attiva potrebbero essere Revolution Group Srl e Catania Fc. Chiaro che l’asta entrerà nel vivo a ridosso della scadenza, prevista alle 11. Tuttavia, se qualcuno dei competitor dovesse rilanciare cinque minuti prima della fine della gara, la stessa verrebbe prorogata di altri cinque minuti. Si arriverebbe, dunque, a ridosso dell’ora di pranzo per avere un verdetto definitivo e alla successiva verifica dei documenti presentati,
CATANIA-GIUGLIANO. Nel contempo, la squadra prepara la sfida interna con il Giugliano (domenica al Massimino, via alle 15). Il tecnico Longo verificherà a ridosso delle convocazioni se potrà chiamare (e utilizzare per un periodo limitato della sfida) il centrocampista Corbari che sta recuperando da un lieve infortunio al ginocchio. Si monitorano anche le condizioni di Masciangelo, uscito dalla sfida di Potenza con un affaticamento che lo stesso Longo ha confermato. Si arriverà all’ultimo istante per capire se l’allenatore, d’accordo con lo staff medico, deciderà di impiegarli o meno. Ci sono soluzioni ampiamente praticabili: Allegretto o Perrotta in mediana, più il secondo con Allegretto confermato nel terzetto dei difensori. Oppure – com’è accaduto a Potenza – Longo potrebbe impiegare ancora Lunetta sulla fascia sinistra per avere una spinta maggiore in fase di possesso palla.
Per quanto riguarda i rientri di Caligara e di Ierardi ci sarà presumibilmente da attendere ancora qualche gara ancora, mentre Torrasi sta pian pianino acquisendo di nuovo la piena forma agonistica, visto che è stato impegnato in corsa: 17 minuti contro l’Altamura, 33 minuti più il lungo recupero di altri 10’ nella sfida di Potenza.
In casa Giugliano dopo il 3-1 inflitto al Foggia che ha fatto prendere “ossigeno” ai campani, la società ha deciso di continuare almeno fino alla sfida del Massimino con il preparatore atletico Luca Tulino, impiegato in emergenza al posto dell’esonerato Lello Di Napoli.
A meno di stravolgimenti dell’ultimo istante sarà il preparatore a comandare le operazioni in campionato.
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